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Meditazione dei Pianeti

Questa è una meditazione che aiuta a ricaricarsi profondamente e a riconnettersi con l’energia che pervade perennemente il nostro corpo e l’intero Cosmo, diventando consapevoli dell’Adesso e dell’armonia che regola ogni nostro movimento. Aiuta a percepire l’identità tra microcosmo e macrocosmo, comprendendo a livello cellulare l’antica verità: “Come sopra, così sotto”. E’ una meditazione d’Amore.

Si può leggere il testo memorizzandone i momenti principali, oppure si può leggerlo ad alta voce, lentamente e con frequenti pause, e registrarlo per poi ascoltarlo durante la meditazione. Oppure ancora si può chiedere a un amico di leggerlo per noi.

Sdraiati a pancia in su in una stanza, possibilmente in penombra e avvolta dal silenzio. Oppure in un prato all’aperto, in un posto tranquillo ombreggiato dagli alberi.

Stendi le mani ai lati del tuo corpo, mettiti comoda, cercando di lasciare andare le tensioni. Rilassa le spalle e socchiudi le labbra, tenendo la mascella morbida. Abbandonati alla Terra, senti il suo corpo al di sotto del tuo, che ti sostiene e respira insieme a te.

Chiudi gli occhi e respira profondamente. A ogni inspirazione, senti l’aria entrare nei tuoi polmoni e l’energia riempire il tuo corpo e poi diffondersi per le tue membra, raggiungendo ogni cellula. A ogni espirazione, lascia andare ogni tensione, rilassati sempre di più. Immagina le tossine e le energie negative abbandonare il tuo corpo e disperdersi nell’atmosfera.

Svuota la mente, sintonizzandoti con il tuo respiro. Sii presente, ora, adesso. Sei al sicuro, non c’è nulla in questo momento che ti minacci, sei tutt’uno con il grande corpo della Terra.

Ora sposta la tua attenzione all’interno del tuo corpo. Permetti alla tua consapevolezza di diventare piccola come una scintilla che inizia a esplorare il tuo corpo, il suo interno calmo e buio, gli organi, i tessuti, le cellule.

Sotto forma di scintilla, compi un viaggio attraverso il tuo corpo, dai piedi alla testa, scivolando lungo il tuo spazio interiore e sondandone ogni angolo. Passa dalle dita dei piedi ai piedi, alle gambe, alle ginocchia e alle cosce. Esplora il tuo basso ventre, lo spazio dietro al monte di Venere, il tuo utero, le ovaie, l’intestino e tutti gli organi dell’addome. Sali fino a i polmoni, al cuore, ai bronchi, alla trachea. Passa nelle braccia, sempre scivolando leggera fino alle mani, che sono rilassate, a terra di fianco a te. Poi sali nel collo e su fino alla testa, al cervello, gli occhi, le cavità nasali, le orecchie e la bocca. Una volta arrivata lì, sempre respirando profondamente, esci dal tuo corpo, attraverso la fessura tra le labbra, e prendi a salire.

Salendo sempre di più, abbandona la stanza o il prato in cui ti trovi e vai in alto, verso il cielo, attraverso le nuvole.

Ora la Terra sotto di te è un meraviglioso paesaggio che si fa sempre più lontano e astratto, una tavolozza di colori tenui…

Attraversa volando l’atmosfera, la luce brillante e i cirrocumuli. Guardati intorno: la Terra sotto di te è verde, blu e bianca, rotonda e avvolta da garze di nubi. Intorno a te c’è il blu profondo dello spazio, le stelle baluginano in lontananza e altri corpi celesti si avvicinano: sono la Luna, il Sole e gli altri pianeti del sistema solare.

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Fluttuando nel vuoto, osserva la danza della Terra e della Luna: la Luna percorre la sua orbita intorno alla Terra scivolando lentamente, senza mai allontanarsi troppo dalla sua sorella. Terra e Luna si guardano, ruotando nello spazio e su se stesse. Una potente forza di attrazione le tiene unite, un’energia magnetica che non è altro che puro Amore. Osservando la loro danza circolare, senti l’Amore che le lega l’una all’altra, permettendo loro di comunicare e di sintonizzarsi in un equilibrio di energie. La Terra e la Luna si amano, sono corpi celesti continuamente presenti a se stessi, la cui splendida coreografia è mossa dal motore dell’Amore, che altro non è se non energia, la stessa energia che costituisce la stoffa di cui è fatto l’intero Cosmo.

Intorno alla danza d’Amore tra la Luna e la Terra, ci sono tutti gli altri pianeti e la Galassia. Allontanati ancora un poco nello spazio e osserva le orbite dei pianeti del sistema solare: Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone, ciascuno con i suoi colori, il suo ritmo e la sua dimensione. Scivolano danzando attorno al Sole che emette un’intensa luce ed energia. Anche il Sole sta ruotando. Su se stesso e intorno al centro della Galassia, la Via Lattea, che a sua volta è una spirale che ruota…

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Facendo attenzione, puoi riuscire a percepire il suono dei pianeti, la sinfonia celeste prodotta dal movimento dei loro corpi mentre si muovono gli uni intorno agli altri, influenzandosi a vicenda, in armonia. Gli asteroidi che a volte sfrecciano tra un pianeta e l’altro, seguono la loro rotta nell’Universo, governati anch’essi dalla stessa forza: l’Amore.

Sei una scintilla in mezzo al sistema solare, che osserva il moto dei pianeti, spostandosi con loro e ammirandone la coreografia. E’ tutto un gioco di attrazione e repulsione, di energia che tiene insieme tutto.

Oltre alla musica dei pianeti, ascolta anche la vibrazione di fondo dell’Universo. E’ un suono profondo, poco più che silenzio. Ma se fai attenzione la puoi percepire. E’ la frequenza dell’Amore, il suono cosmico originario, l’OM che pervade l’Universo fin dalla sua nascita e che continua a diffondersi attraverso il Cosmo, trasportando il suo messaggio, riempiendo il vuoto di informazioni. Come scintilla, sintonizzati con la vibrazione dell’OM, lascia che anche il tuo piccolo corpo di luce vibri con la frequenza di fondo dell’Universo. Siete una cosa sola: tu, la Terra, la Luna e i pianeti, la Galassia e l’interno Cosmo siete la stessa energia che vibra a frequenze differenti, e questo permette il moto e la vita. Ma l’energia è la stessa. E’ un’energia divina, di puro Amore, in cui esiste soltanto l’Adesso. Danza con i pianeti al ritmo della loro attrazione, scivola nello spazio, leggera e consapevole solo dell’Ora.

Il movimento dei pianeti intorno al Sole nella Galassia è lo stesso delle tue cellule. Non c’è differenza tra microcosmo e macrocosmo: la stessa armonia che regna quassù regna anche nel tuo corpo. L’Universo altro non è che un immenso corpo di energia, e l’energia  un modo di chiamare l’Amore. Senti l’identità profonda che esiste tra te e l’Universo e immergiti in questo presente di gioia. Sei puro Amore che vibra in sintonia con i corpi celesti, che sono fatti della tua stessa sostanza. Sintonizzati con la coscienza del Cosmo, con la sua immensa consapevolezza silente. Sei lucida e felice. C’è un grande spazio dentro di te, un grande spazio intorno a te, e ovunque pianeti, stelle e cellule danzano insieme un canto d’Amore, in un’estasi continua. Tu e l’Universo siete la stessa cosa.

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Quando vuoi ritornare da questo viaggio, ringrazia e saluta i pianeti e lascia che la tua scintilla scivoli indietro, avvicinandosi sempre più al grande corpo della Terra.

Rientra nell’atmosfera, attraversa di nuovo le nuvole e torna a casa, nella tua stanza o sul prato dove il tuo corpo materiale giace rilassato a occhi chiusi. Senza fretta, rientra dentro di lui dalla bocca socchiusa e connettiti nuovamente al suo respiro calmo e regolare. Respira. Inspira ed espira profondamente.

Ora sei di nuovo nel tuo corpo, il tuo tempio personale, il veicolo attraverso cui ogni giorno percepisci la realtà. Anche lui è fatto d’Amore. Rendigli onore e percepisci la sua profonda connessione con la Terra, che lo nutre e lo sostiene sempre. Senti il suo peso contro il suolo e l’energia che passa dal suo corpo al corpo della Terra e viceversa. La Terra è il tuo pianeta, è meraviglioso, vivo e preziosissimo. E’ fonte di nutrimento e Amore. Le tue radici affondano nel suo grande corpo generoso, rendendoti tutt’uno con lei.

Poi lentamente, con affetto, risveglia il tuo corpo. Incomincia muovendo piano le dita dei piedi e delle mani, stiracchiandoti, e poi apri piano gli occhi.

Bentornata. Non dimenticare la danza d’Amore dei pianeti. Ricorda che stai sempre danzando con loro!

OM. Shanti. Shanti. Shanti.

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Nut: dea del cielo, della notte, dell’acqua

Nut è una divinità del pantheon egizio, figlia di Shu, dio dell’aria, e di Tefnet, dea dell’umidità. Suo fratello, Geb, dio della terra, era anche suo marito. Gli Egizi furono forse l’unico popolo dell’antichità ad identificare il cielo con una divinità femminile e la terra con una maschile.

Nut è l’unica tra le dee egizie a venir raffigurata nuda, il suo immenso corpo blu ricoperto di stelle steso a formare un arco che sovrasta tutta la terra, separandola dal caos. Sul capo porta una coppa d’acqua, a volte viene raffigurata come dea alata e altre volte come una grande mucca.

Nut e Geb in origine erano amanti uniti in un eterno amplesso e fra i loro due corpi non v’era spazio per nulla. Ra, dio del Sole, che allora era il sovrano dell’intero cosmo, geloso dell’amore di Nut e Geb ordinò a Shu di separarli. Allora Shu sollevò il corpo di Nut, inarcandolo sopra a quello di Geb, la terra. Fu così che si fece spazio per il mondo. Da allora però Shu dovette per sempre rimanere a sostenere il corpo della figlia, per impedirle di riunirsi a Geb.

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Sempre per gelosia e per timore di perdere il potere, quando seppe che Nut era incinta Ra ordinò che la dea non potesse dare alla luce i suoi figli in nessuno dei 360 giorni dell’anno. Gravida di cinque dèi e disperata, Nut si rivolse allora a Thoth, dio della saggezza, chiedendogli aiuto. Thoth sfidò il dio della Luna, Khonsu, a dadi. Ogni volta che Thoth avesse vinto, Khonsu avrebbe dovuto concedergli un po’ di luce lunare. Thoth vinse talmente tante volte contro Khonsu, che alla fine riuscì a formare, con la luce vinta, cinque giorni in più, giorni lunari che non appartenevano al dio Sole Ra, in cui Nut poté finalmente partorire. Diede alla luce un dio al giorno: Osiride, Horus, Seth, Iside e Nephthys. I cinque giorni conquistati da Thoth erano giorni particolari nell’antico Egitto, e non appartenevano ad alcun mese. Alcuni di essi erano considerati fausti, come quello di Iside, altri infausti, come quello di Osiride o di Seth.

Un altro mito racconta che, quando Ra decise di abbandonare questo mondo, fu Nut, nella sua forma di mucca cosmica, a prendere il disco del dio Sole Ra fra le sue corna e a sollevarlo dalla Terra con immenso sforzo. Il peso del Sole era così insopportabile però che a un certo punto Nut venne soccorsa da quattro dèi, che l’aiutarono a issare Ra nell’altissimo e da allora rimasero per sempre a sostenere la volta del cielo, come pilastri.

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Nut è la dea del cielo e dei corpi celesti. Al tramonto inghiotte il Sole che durante la notte attraversa il suo corpo per poi venir nuovamente da lei partorito, all’alba di ogni giorno. Lo stesso succede alla Luna. Le stelle che ricoprono il corpo di Nut sono dèi e anime di defunti che nuotano come pesci oppure navigano su barche a vela nell’immensità blu del cielo notturno, che gli Egizi immaginavano come una grande distesa di acqua. I capelli di Nut sono la pioggia. Le sue mani e i piedi i punti cardinali.

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Oltre ad essere madre degli dèi, Nut è anche madre dei morti, raffigurata sui coperchi di numerosissimi sarcofagi. I defunti, come Ra e gli altri dèi, venivano da lei inghiottiti e accompagnati in cielo, dove la dea offriva loro libagioni. Per questo, in molte preghiere per i morti, è proprio a lei che ci si rivolge, chiedendole conforto e protezione.

Nut è una grande dea antica, cosmogonica. E’ una dea madre che offre protezione, che accompagna nei momenti di passaggio, che si fa carico del dolore e lo innalza al cielo. Ogni giorno inghiotte gli astri e lascia che essi attraversino il suo lungo corpo; ogni giorno partorisce nuovamente. E’ una dea di morte e rinascita, fortemente legata all’acqua, alla notte, all’inconscio. E’ anche una dea dello spazio, del vuoto. La sua immensa forza protegge la Terra dal caos e ha permesso a Nut di sollevare il Sole.

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Nut rappresenta un aspetto ancestrale e nobile della femminilità, il cui potere spaventa perfino il dio Ra. E’ la Grande Madre che tutto accoglie e che fa spazio, che accompagna i suoi figli nei loro viaggi attraverso il cosmo, che si lascia attraversare dagli astri, accogliendoli e poi donando loro nuovamente la vita – una vita sempre nuova.

E’ un’immagine di forza inesauribile, mai esausta di partorire, di prendere dentro di sé, di proteggere, di tenersi sollevata per dividere il cosmo dal caos.

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Nut è quella parte di noi che non muore mai ma sempre rinasce, quello spazio immenso nel fondo dei nostri cuori in cui possiamo accogliere tutto -anche ciò che non conosciamo, anche ciò che ci ferisce- sapendo in fondo che comunque, anche dopo aver inghiottito, si darà nuovamente alla luce, e che comunque dentro di noi rimarrà ancora altro spazio, vuoto e buio, pronto ad accogliere.

Nut è pertanto anche una dea del Cuore: come il Cuore infatti anche in lei non c’è limite di misura, c’è sempre spazio per accogliere ancora, c’è sempre uno sfondo immenso, dietro a tutte le stelle, uno spazio vuoto, magico, senza limiti, che si rinnova di continuo. Una sorgente cosmica di puro Amore.

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Nut è accettazione, accoglienza e rinascita.  E’ anche l’inconscio, acqua buia e piena di misteri, inesplorata e fonte continua di energia. E’ morte e resurrezione. E’ energia palingenetica, tutta femminile, che trova la sua forza proprio nell’essere fluida, nel non opporre resistenza, lasciandosi attraversare dalle cose, permettendo che il suo stesso corpo le trasformi, le rinnovi. Come una coppa d’acqua immensa, Nut ci sovrasta e ci protegge. Allo stesso tempo, Nut è anche dentro ognuna di noi, come principio fluido, come il Buio, la Grande Madre e l’Inconscio.

Invochiamo Nut ogni volta che sentiamo il bisogno di evocare quella parte di noi che è energia inesauribile di accettazione e rinascita, forza ancestrale. Quando dobbiamo lasciare che qualcosa passi attraverso di noi senza farci del male e per fare ciò necessitiamo di fluidità, morbidezza, non-resistenza, distacco. Quando vogliamo guardare la terra dal cielo. Quando vogliamo metabolizzare delle esperienze e trasformarle per poter rinascere. Chiediamo la sua protezione durante i parti e le morti, nei momenti di passaggio o semplicemente quando sentiamo il bisogno di avere più spazio, di trovare un vuoto in cui poterci espandere, per poterci connettere all’immensità del cielo che si stende dentro ognuna di noi.

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Bibliografia:

-Monaghan P., Dizionario delle Dee e delle Eroine, Red Edizioni, Milano 2004

-Pinch G., Egyptian Mythology, Oxford University Press, Oxford 2002

-Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Nut_(goddess)

-Tutte le immagini sono tratte da Wikimedia Commons: https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Nut_(goddess)v

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